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Il villaggio ideale

“Avrà casette con sufficiente luce e ventilazione, costruito con un materiale reperibile entro un raggio di cinque miglia. Le casette avranno cortili che permetteranno agli abitanti

di coltivare verdure per l’uso domestico e di alloggiare il loro bestiame.

I sentieri e le strade del villaggio saranno liberi dalla polvere per quanto possibile.

Avrà pozzi accessibili a tutti secondo le sue necessità. Avrà luoghi di culto per tutti, e anche un luogo comune di incontro, delle terre comuni per pascolare il suo bestiame, una latteria comune, una scuola elementare e superiore nella quale il punto centrale sarà l’educazione alla rivoluzione interiore, e avrà panchayat per risolvere le dispute.

Produrrà il proprio grano, la verdura e la frutta, e il suo kadhi.

Questa è a grandi linee la mia idea di villaggio...”

Gandhi, “Harijan”, 9 gennaio 1937


Il piano di azione del programma della VRO

(Village Reconstruction Organization) include:


1. La contestualizzazione e la ricerca: “Conoscere il contesto di ogni villaggio e stabilire un piano di lavoro per le attività”

2. La formazione: “Selezionare e preparare nuovi volontari nei programmi della VRO e migliorare le capacità e la motivazione dei volontari già formati”

3. Il piano agricolo: “Sviluppare nei villaggi l’agricoltura, la forestazione, l’orticoltura e l’allevamento di animali”

4. Il piano tecnologico: “Introdurre e produrre risorse energetiche eco-compatibili funzionali alle necessità del villaggio”

5. Il metodo educativo: “Sviluppare una forma di apprendimento autentica, profonda, correlata al villaggio trattando l’intero universo della natura, dell’essere umano e della libertà”

6. La promozione della salute: “Realizzare nel villaggio un centro alternativo di salute positiva, complementare al programma di sanità già esistente”

7. I sistemi di costruzione: “Coinvolgere l’intera comunità nel programma di costruzione, orientato verso la formazione di capacità e competenze tecniche”

8. La cultura e la comunicazione: “Preservare e proteggere le radici culturali del villaggio”

9. L’organizzazione: “Sviluppare attività per i giovani, cooperative, e i programmi di sviluppo per le donne”

10. Lo sviluppo delle risorse: “Sviluppare le risorse disponibili e le abilità ad esse connesse”



Piano tecnologico

Introdurre e produrre risorse energetiche

eco-compatibili funzionali alle necessità del villaggio


Da tempo sono state formate in alcuni villaggi persone competenti in dieci differenti tecnologie, in particolare: utilizzo di mulini a vento, forni solari, illuminazione con energia solare, bio-gas, trasporti con bicicletta, pompe idrauliche, mattoni, mulini ad acqua, essiccatori solari, …

Si installano le tecnologie sopra menzionate nei villaggi e si formano i giovani e gli abitanti sul loro corretto uso e mantenimento.

L’obiettivo del programma è quello di promuovere l’uso di energie non-convenzionali e di tecnologie sostenibili per il villaggio.

Nel programma VRO sono stabiliti sei livelli di scolarizzazione, da quello base di tipo pre-scolare a quello di “village manager”.



I livello (3-5 anni): Il metodo educativo è quello balwadi. Se un villaggio ospita un minimo di trenta bambini in tale gruppo di età, si predispone un centro di educazione balwadi. Gli abitanti sono chiamati a rispettare alcune regole stabilite dal programma VRO. Dopo una riunione sulle regole da condividere, inviamo un’insegnante formata nel metodo balwadi per impartire un’educazione basata sullo sviluppo dei sensi naturali del bambino, attraverso il racconto di favole, canzoni, giochi,... Nel pomeriggio l’insegnante forma le donne del villaggio in lavori manuali e la sera svolge lezioni con classi di adulti (soprattutto donne).


II livello (6-11 anni): Per questo gruppo di età, e in seguito alla richiesta degli abitanti, si predispongono nel villaggio classi primarie per impartire l’educazione ai bambini. Si inviano volontari formati per condurre il programma. Si approfondiscono i temi della comprensione della natura, dell’essere umano nella società, della libertà.

In queste “case-scuole” si ospitano in media 60 studenti. Si forniscono libri e pasti per i bambini. Ogni mese si valutano i risultati conseguiti ed i più preparati ricevono un premio. Viene data molta enfasi ai giochi, allo sport, ai momenti culturali, alle visite in altri villaggi, … Dopo il 5° livello standard, gli studenti sono iscritti al test di ingresso delle scuole governative, al fine di proseguire gli studi.


III livello (12-16 anni): Questo livello è denominato BPTC (basic productivity training center), l’equivalente di un centro di formazione professionale. Selezioniamo gli esclusi dalla scuola in questa fascia d’età provenienti da diversi villaggi (ragazzi e ragazze separatamente) e li ammettiamo in questo centro di educazione che sviluppa capacità tecniche (sartoria, carpenteria, saldatura, tessitura, attività edilizie, ceramica e artigianato vario). Gli studenti trascorrono almeno tre anni nel centro, durante i quali si provvede al loro vitto e alloggio. Esiste un insegnante per ogni attività. Dopo il completamento del periodo di formazione, viene data l’opportunità ad ogni ragazzo di lavorare presso i villaggi, mettendo in funzione laboratori artigianali e insegnando

ai giovani del luogo. L’obiettivo di questo programma è formare giovani tecnici competenti.


IV livello (17-20 anni): E’ suddiviso in tre specializzazioni che vanno dall’agricoltura e forestazione (VFTC), all’insegnamento (VLGTC) per i ragazzi e alla sanità e guida per l’infanzia (VHCDG) per le ragazze. Dopo il completamento (da uno a due anni), gli allievi sono inviati come apprendisti o come insegnanti nei villaggi.

Per ciascuno di questi tre corsi c’è un programma sistematico preparato da volontari esperti, sotto la guida del Professor M. A. Windey direttore della VRO.


V livello (20-25 anni): E’ il programma che riguarda il “village management”.

Si selezionano i giovani più brillanti dei villaggi e li si forma in attività che riguardano le regole di convivenza, il rispetto per l’ambiente, la sanità, il mantenimento degli spazi comuni, l’organizzazione di incontri, la risoluzione di problemi comuni, i programmi educativi, ...Questi giovani visiteranno i villaggi, condurranno le riunioni, rafforzando

i singoli Consigli.



Promozione della salute

“Realizzare nel villaggio un centro alternativo di salute positiva, complementare al programma di sanità già esistente”


Esistono circa venti centri di salute funzionanti in questi piccoli e remoti villaggi. Gli operatori della salute, opportunamente formati, si occupano di motivare gli abitanti dei villaggi ad adottare misure e comportamenti preventivi. Si dà la preferenza ai metodi di educazione alla salute, visitando ogni casa, insegnando misure di prevenzione di base e curando il malato. In alcuni casi, è necessaria una professionalità medica di tipo specialistico, meglio offerta da strutture governative o da ospedali privati del luogo.

Il nostro detto è: meglio prevenire piuttosto che curare.



Sviluppo delle risorse

“Sviluppare le risorse disponibili e le abilità ad esse connesse”


Questo programma è prevalentemente focalizzato a trovare le risorse per attivare i vari programmi attraverso la realizzazione di giardini, terreni, piantagioni di alberi, il sostegno di amici, amministratori, risparmi, contributi dagli abitanti del villaggio, visitatori,... Allo stesso tempo, contattiamo gli amici e i sostenitori all’estero per aumentare la raccolta delle risorse valide per portare avanti i programmi.



Il movimento per la

ruralizzazione integrata.


Lo scopo del nostro lavoro è mirato ad instradare la trasformazione delle comunità rurali in modo tale che le stesse siano autosufficienti e complementari allo sviluppo urbano.

L’idea è quella di affiancare alla crescita economica, lo sviluppo socio culturale per promuovere una qualità di vita tipicamente rurale.

Il fine primario è quindi la “Liberazione del Villaggio” che si può solo ottenere tramite la costruzione di una comunità autogovernata.

Questo è il messaggio-azione dell’Organizzazione creata dal Padre Missionario Michael Windey.

E’ la fusione della filosofia gandhiana e della pratica sociale cristiana.

La realizzazione di oltre 500 villaggi rurali in nove stati dell’India povera è la testimonianza, giorno dopo giorno, di un progetto più vasto che vede la dimensione spirituale incarnarsi nella costruzione di una dimensione economica, politica, centrata sulla globalità del villaggio e sullo sviluppo crescente del movimento di ruralizzazione.

Il villaggio è sviluppo sostenibile.

Lo sviluppo del villaggio è costruzione di un uomo spirituale, ecologico, politico, economico, edificatore di case, spazi vitali, ambienti agresti sani, relazioni interpersonali orientate allo sviluppo dell’uomo globale.

Nel villaggio è l’uomo che sviluppa globalmente le sue risorse, potenzialità e capacità. L’essere globale parte dal piccolo.

Il piccolo è già globale, è già unità.


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